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23 novembre 2007

Logo del Pd #2 (stiamo dando il meglio di noi).

Popolo della sinistra.. continuiamo così! co sto logo del Pd ci stiamo superando, stiamo dando il meglio di noi! Da poche ore che è uscito siamo stai capaci di ricostruire i più arditi retroscena nonchè i giudizi più categorici.
C'è a chi dice tout court che è la peggiore produzione grafica nella storia dell'umanità, chi dice che è il simbolo delle magnifiche sorti e progressive, chi ci vede la volontà inciucista con F.I, chi un nazionalismo militarista, chi la volontà di ricostruire la prima repubblica, chi le mazzette e la corruzione...  ma possiamo fare di meglio: cosa c'è dietro il simbolo del Pd? Dai spremiamoci le meningi, chissà cos'altro verrà fuori!


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16 novembre 2007

La torre di Pisa.

Trai miei ricordi infantili c'è una filastrocca o  qualcosa del genere, che parla della torre di Pisa che pende che pende e che mai viene giù... La torre di Pisa sarebbe stupenda anche perpendicolare al terreno, certo però il suo fascino e la sua fama deriva dalle sue peculiarità.. sghembe. Come il governo Prodi, pende pende e mai viene giù. La differenza è che la sua bellezza non è solo estetica, perchè oltre a pendere e alla suspense ci dà un welfare migliore, una finanziaria a favore dei consumatori (con la class action), degli studenti universitari, degi incapienti, dell'Italia e degli imprenditori che non vogliono vivere di rendita ma di produzione. Certo forse ci sarebbe piaciuto un Empire State Bulding più che una torre di Pisa. Ma.. piutost che nient..


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8 novembre 2007

Politiche Giovanili.

Ecco un mio contributo al dibattito che stiamo portando avanti nella mia federazione della Sg.

Politiche giovanili: le nostre buone pratiche da rilanciare nella giovanile nuova.


La nuova giovanile avrà bisogno di due solide gambe: un forte dibattito che sfoci in una altrettanto forte produzione culturale, e la definizione dei nostri “cavalli di battaglia”: gli interventi concreti di miglioramento delle condizioni di vita della nostra generazione, per le quali saremo noi ad essere in prima linea. Lo faremo nelle amministrazioni dove saremo presenti, e dove non lo saremo cercheremo di supplire all'assenza di un nostro punto di riferimento diretto attraverso un'azione di pungolo nei confronti del PD.

La presenza nelle amministrazioni dovrà essere un leit motiv della nostra costituente, nell'ultima tornata elettorale sul nostro territorio abbiamo conseguito un ottimo risultato, che dovrà essere il punto di partenza e il patrimonio della Nuova Giovanile.


Attraverso il tema delle Politiche Giovanili passa anche il tema del consenso nei confronti del Governo e della Giunta Regionale: dovremo essere più attenti nel comunicare le importanti politiche che il centrosinistra, a tutti i livelli, sta portando avanti per la nostra generazione: pensiamo alla Carta Giovani euro<26, o all'istituzione del Consiglio dei Giovani, all'attività del POGAS; tutte cose importanti dal punto di vista pratico e culturale, ma non riusciamo a comunicarle alla nostra generazione, che pure ha investito la propria fiducia nei confronti del centrosinistra e chiede di essere messa al centro dell'attività amministrativa e di governo.


Le sfide che dovremo affrontare sui nostri territori:

incremento della presenza dei Giovani Democratici nelle amministrazioni.

Diffusione (immediata!) della Carta Giovani a tutti gli aventi diritto.

Istituzione dei Consigli dei Giovani comunali, decentrati o intercomunali.

Tutte quelle pratiche per “sbamboccionizzare” la nostra generazione: sportello informagiovani e soprattutto informalavoro, per avvicinare la nostra generazione alle esigenze dei datori di lavoro e viceversa, le amministrazioni comunali possono costituire un livello comunicativo importante.

Politiche della casa: oggi per la nostra generazione è quasi impossibile vivere per conto proprio. Le giovani coppie dovranno essere riconosciute dall'amministrazione comunale nelle politiche sociali come in quelle delle casa.

L'esperienza giovanile passa anche per le nuove tecnologie informatiche: facciamo in modo che le amministrazioni comunali le adottino per contribuire a ridurre i costi della burocrazia.


Mettere al centro delle pratiche di governo le nuove generazioni significa anche investire sulla cultura: il nostro territorio vive una grande proliferazione di giovani artisti, soprattutto gruppi musicali, ma anche compagnie teatrali e quant'altro, il successo di iniziative come “Frammenti” ne è l'evidenza. Facciamo in modo che le amministrazioni comunali investano nelle nuove espressioni culturali: spesso le nostre sagre e feste di paese sono fossilizzate a modelli validi ormai decenni fa, si potrebbe in quei contesti investire sulle ragazze e i ragazzi che praticano forme d'arte unendo alla componente della tradizione un appeal innovativo e coinvolgente.

Soprattuto ci mancano le infrastrutture: sale prova, teatri, biblioteche.. Combattiamo il degrado nelle nostre periferie (ma anche purtroppo nei centri storici) anche con questi strumenti.

Migliorare lo stile di vita della nostra generazione significa anche investire in sicurezza. Spesso i fenomeni di microcriminalità sono causati proprio da ragazzi giovanissimi, rimasti ai margini di una comunità locale spesso destrutturata. Occorrono politiche sociali più attente ma anche una maggiore presenza delle forze dell'ordine ( a volte sarebbe importante anche una migliore illuminazione!)

nei luoghi di aggregazione (si pensi ai parchi pubblici), affinché non siano di esclusivo utilizzo (illecito) di pochi ma diventino un luogo vivibile per tutti.



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4 novembre 2007

Le Politiche Giovanili per i Giovani Democratici

Un paio di settimane fa ho avuto il piacere di ascoltare il Ministro Melandri nell'ambito del convegno di Riva del Garda “Giovani energie rinnovabili”. Più che il contenuto del suo ragionamento, comunque interessante, mi ha colpito il taglio che ha voluto dare al tema delle Politiche Giovanili. Non ha voluto infatti relegare l'ambito del dibattito all'attività del suo dicastero peraltro senza portafoglio, ma alle politiche portate avanti dall'intero governo e dalla sua maggioranza parlamentare. Insomma welfare, liberalizzazioni, politiche fiscali, tutto è imputabile al tema generazionale. Si tratta a mio giudizio di una visione culturalmente valida e innovativa, che prende atto dell'impossibilità di categorizzare le politiche ( in generale) e apre la strada ad affermare il tema generazionale come il tema dirimente per il progresso nazionale.

E' possibile compiere un altro passo nel ragionamento: se è vero quanto detto prima, il tema delle politiche giovanili non dovrà essere quello delle politiche per i giovani, dovremmo piuttosto parlare di politiche dei giovani, in quanto mettere al centro dell'azione di governo il tema generazionale non può che passare anche per il problema della partecipazione, della presenza di una generazione sul terreno della politica, dell'economia, della società in generale.


Questo ci aiuta non solo a sostenere la necessità di una giovanile per il più grande partito progressista e di governo, ma anche a delinearne l'identità, le funzioni, i rapporti di cittadinanza reciproca nei riguardi del Partito Democratico. Insomma è nella tensione tra il concetto di politiche per i giovani e politiche dei giovani che si fonda kelsenianamente la legittimità all'esistenza di una giovanile. Se si parla infatti di politiche dei giovani dovremo necessariamente inventare uno strumento per dare ad una generazione le possibilità di farla la politica.

E quali sarebbero questi strumenti? La risposta è dirimente tra chi i Giovani Democratici vuole farli e chi non vuole farli. Un coordinamento dei dirigenti Pd sotto i ... anni? Che prenda magari la parola quando il governo, l'amministrazione locale o il partito debbano esprimersi su questioni generazionali? Questo sarebbe semplice nell'attuazione, piuttosto privo di rischi, e forse anche efficace ( una specie di lobby). Sarebbe tuttavia una posizione di retroguardia rispetto alla dialettica di cui prima. Se, come suggeritoci dal Ministro Melandri, i giovani nell'essere protagonisti indispensabili del rilancio generazionale devono “mettere bocca” su tutto, devono poter disporre di un a “cassetta degli attrezzi” molto più ampia. Ecco che si delinea la necessità politica di una giovanile: uno spazio di sovranità piuttosto che di autonomia, che sostenga la legittimazione ad essere attore politico a 360 gradi. Strumentale: se delineare le Politiche Giovanili è davvero come sembra ritenuto indispensabile, allora per farlo servirà ben altro che un coordinamento di ragazzotti inseriti nel Pd, servirà un'antenna sensibilissima radicata nella società, uno spazio di crescita e formazione sui temi, un ambito di militanza che difficilmente un Pd privo della sua giovanile sarebbe in gradi di garantire agli under 30. Le Politiche Giovanili insomma, se declinate nella giusta dimensione semantica sono il filo di Arianna da seguire nel costruire il soggetto generazionale del Pd.





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3 novembre 2007

L'Appello dei giovani eletti per una giovanile del Pd

Giovani democratici, ripartiamo dal 14 ottobre!

Appello dei giovani eletti all’assemblea costituente del Partito Democratico.

Milano, 27 Ottobre 2007
Le primarie del 14 ottobre ci consegnano un mandato impegnativo: svecchiare, modernizzare, rendere più efficiente la politica italiana. Per tutti noi, giovani eletti, questa è una responsabilità alta, un impegno che vogliamo fare nostro.
I giovani, in Italia, sono una minoranza. Nella demografia prima che nei luoghi della decisione. Questo è un limite per il paese, per la sua capacità di ritrovare finalmente una vocazione e un suo ruolo nel mondo. Una società si trasforma a partire dai suoi attori; e la società di domani si dovrà costruire assieme a coloro che ne saranno protagonisti. Per questo un partito che valorizzi i giovani è la premessa per una politica che ambisca a rinnovare se stessa e la nazione.

L’assemblea costituente nazionale, così come quelle regionali, sono composte da un numero significativo di giovani; e moltissimi sono i ragazzi che andando a votare hanno mostrato di vedere nel Partito Democratico una speranza. Questi potranno essere i primi cittadini del nuovo partito: la “generazione dell’Ulivo”, quella già messa in luce dalla stagione dei movimenti e dalle elezioni politiche, una generazione ancorata ai valori di libertà individuale, di progresso civile e di equità sociale, distante dalla politica tradizionale ma che mostra speranza verso una politica nuova. Sta emergendo una spinta etica al cambiamento, non solo delle scelte ma del costume stesso dell’agire politico, che nessuno può permettersi di ignorare. Una spinta che è la ragione stessa della nascita del Partito Democratico.

Dare voce a una generazione che vive una drammatica condizione di incertezza e precarietà, e che tuttavia non si rassegna. Non far cadere nella frustrazione e nel disinteresse un pezzo d’Italia giovane, aperto al mondo, che dimostra di volersi assumere la responsabilità di scegliere il proprio destino. Rendere il dinamismo e la creatività di questi ragazzi la base per aprire per l’Italia una nuova stagione. Questo vogliamo che sia il “senso”, la “missione” del nuovo partito.

È necessario creare subito gli spazi nei quali queste energie trovino la possibilità di esprimersi. Creare luoghi, fisici e virtuali, dove in tanti giovani e giovanissimi possano “incontrare” la politica per la prima volta, e mettere a disposizione della comunità la propria voglia di fare.

Per questo, occorre costruire al più presto l’organizzazione giovanile del Partito Democratico.

Non ci interessa un’organizzazione giovanile vecchio stampo, speculare nei modi e nella struttura al partito dei grandi. Né tanto meno ci interessa un semplice coordinamento dei giovani dirigenti del PD, che porterebbe all’impegno solo un numero ristretto di ragazzi.
Costruiremo un’organizzazione nuova per davvero.
Un’organizzazione che sia un crocevia di spazi, progetti, soggetti, all’interno dei quali ciascuno possa portare le proprie idee e il proprio contributo per il tempo e nel modo che preferisce.
Che porti la politica italiana nell’epoca di internet, facendo della rete uno spazio di scambio di idee, impegno, partecipazione interattiva.
Che sia presente nei luoghi in cui i giovani vivono, promuovendo spazi di aggregazione e di creatività e combattendo l’isolamento e la marginalità.
Che sappia trasmettere valori, contribuisca a ricostruire nel nostro paese una coscienza civile e sappia costruire progetti concreti di impegno e solidarietà.
Che sia il luogo della prima socializzazione politica, e faccia scoprire la bellezza dell’impegno per il bene comune.

Il protagonismo dei giovani non è necessario solo per il PD, è necessario per l’Italia. Per questo chiameremo, in ogni comune e in ogni collegio, le ragazze e i ragazzi che hanno contribuito al 14 Ottobre a costruire il PD. E chiederemo loro di continuare ad impegnarsi in questo progetto. Una giovane Italia riparte da qui.




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2 ottobre 2007

L'occasione perduta (almeno un pò).

Mi sono imposto di scrivere qualcosa, forse non sarò particolarmente brillante o incisivo, me lo sono imposto di scrivere: forse solo per fissare meglio le idee. Non molta voglia di scrivere per un calo di entusiasmo, per il non riuscire semplicemente a trovare spunti. Siamo al 2 Ottobre, a dodici giorni dalla nascita di quello che, secondo gli auspici di chi si sta impegnando a fondarlo, sarà il più grande partito della storia d'Italia, capace di imprimere una svolta al sistema politico anche internazionale. Si è deciso di farlo attraverso una elezione aperta della sua nuova classe dirigente, le si è chiamate primarie anche se tecnicamente non lo sono. Iniziativa coraggiosa, in grado anche mediaticamente (nel senso buono del termine) di "dare l'idea" di quello che si vuole fare. E di mobilitare una vasta area di cittadini. E' chiaro che il successo di una operazione di questo tipo sarà sancito pressappoco totalmente dalla quantità di persone che decideranno di pagare un euro per espriemere una prefernza a dei candidati costituenti, a dei candidati a segretario nazionale e regionale.
Ma al di là del ritorno mediatico, dell'impatto sull'opinione pubblica, quale sarà il segno di una missione compiuta, per cui ritenerci soddisfatti? Per smentire i tanti tiratori al piccione? Potremo essere soddisfatti se ad una "cassetta degli attrezzi" rinnovata, corrisponderà un nuovo modo di lavorare, di essere. Ecco le due occasioni più che perdute non del tutto sfruttate.
Rinnovamento culturale: abbiamo assistito ad una estate in cui si è potuto dire tutto e il contrario di tutto, assistiamo al pressappochismo, al benaltrismo, insomma ad un dibattito politico, culturale e programmatico viziato profondamente dall'apparire, sempre più "circo delle pulci". Potevamo sfruttare le primarie per scuotere dal profondo l'opinione pubblica volando alto o annaspando nel mare magnum dei problemi quotidiani ma.. dicendo qualcosa di vero, autentico, sofferto, incisivo, qualcosa su cui costruire un partito insomma. Invece da questo punto di vista siamo ancora fermi ad un Manifesto dei saggi che non soddisfa, il dibattito tra i candidati si è acceso più per questioni di metodo (pure importanti) che di merito ( bene Letta sulla questione del ricambio generazionale, interessante Veltroni su alcuni spunti che però attengono più il governo che la costruzione di un partito). Un solo esempio: a sostenere Veltroni ci saranno tre liste diverse, con "aspirazioni ideali" anche caratteristiche, ma tutto questo ha innescato un dibattito? Un confronto programmatico che dia alla gente il senso dell'esistenza di tre liste diverse, perchè non sembri una mera operazioni di collocamento personalistico? Almeno sul mio territorio no.
La seconda occasione mancata è La questione: il ricambio generazionale nella classe dirigente diffusa, perchè un grande partito progressista non può essere tale se non investe sui giovani, nello specifico le modalità di formazione del Partito Democratico non potranno prescindere da un rinnovamento (non solo anagrafico ma culturale, nel fare e nel dire) dei propri dirigenti. Bene il voto a sedici anni, bene l'alternanza di sesso, bene i deputati che rinunciano alla propria candidatura per lasciare il posto a ragazze e ragazzi meritevoli. Il peccato è che di questo si debba parlare, che non si sia trattato di una regola, che sul territorio i gruppi di notabili di sempre non abbiano avuto il coraggio di mettere in discussione l'indispensabilità della propria presenza in assemblee oceaniche, dal valore più simbolico e ideale che effettivo (non parliamo di assessorati!), così i posti non basteranno mai. Ecco perchè non c'è molto entusiasmo, ecco perchè sono perplesso. E allora cosa resta? Resta tutta la fiducia in un percorso di cui si avverte comunque la necessità storica, e i risultati non proprio esaltanti stanno a testimoniare solo che c'è ancora molto da lavorare.. Nessuno ora cerchi una scusa per tirarsi indietro :)




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25 settembre 2007

Day after

In realtà di giorni ne sono passati due dall'archiviazione della festa del Pd di Marino. Ieri però avevo bisogno di riordinare un pò le idee. Dunque diciamo che nel complesso "glie l'avemo fatta": sembra siamo rientrati con le spese, un pò di gente è venuta, i dibattiti sono filati lisci. Due righe in più su quanto riguarda lo spazio giovani, ormai celebre come Ulive Place ( ringrazio quanti hanno afferrato più o meno al volo l'ardito giuoco di parole): molti si aspettavano un maggiore successo, più gente a visitarci. E su questo non posso certo dare torto, anche se ormai ho fatto l'abitudine ad essere più sodddisfatto per un ragazzo che rompe la diffidenza e viene a trovarci che per un milione che non lo fanno ( un pò consolatorio, maccheccacchio mica sono così algido). La vera nota stonata è stata per il concerto di sabato ( e riscusate il giuoco di parole): malamente interrotto da un gruppo di liscio. Brutta figura con i gruppi e con i ragazzi che ( seppur non moltissimi) erano intervenuti (me ne scuso, non è questo il Pd che mi piace).  Qualcuno ha disatteso gli accordi, esponendoci tutti ad una situazione imbarazzante. Non so quanto la cosa fosse voluta, quanto scientemente il qualcuno che ha generato questa situazione abbia voluto scavalcarci nel modificare il programma di una serata. Il ragionamento è semplice e lineare: "sti vecchietti me votano, sti munelli chi so"? Non ne faccio un caso politico, il presidente del comitato per il Pd marinese si è espresso a favore dello spazio giovani e lo stesso ha fatto l'organizzatrice della festa e tanto mi basta. Qualcuno ha voluto fare una "zozzata" o per lo meno non si è preoccupato troppo delle conseguenze di determinate azioni compiute senza ascoltare i diretti interessati, davanti a tanta miopia c'è solo da sorridere amaramente e imparare a non distrarsi un attimo.




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20 settembre 2007

U live place.

U live place, che doveva essere U live space ma mio fratello si è rifiutato di fare qualsiasi riferimento alla Microsoft, comunque anche così rende bene l'idea. Si tratta di uno dei miei trip visionari, nonchè dell'ennesimo errore del manipolo di sconsiderati che continua ad assecondarmi. Se non sono stato così contorto si sarà capito che si tratta del tentativo di creare uno spazio giovani all'interno delle festa del Pd Marinese, che si terrà a Cava dei Selci da oggi fino a domenica. A parte gli scherzi, la sifida è come si suol dire "alta". Sarebbe uno dei pochi tentativi di instaurare un dialogo vero con la nostra generazione da parte della politica marinese. Ringrazio quindi il mio circolo della Sg e tutti i ragazzi delle altre forze politiche costituenti il Pd per l'impegno profuso. C'è anche il tentativo di innovare un pò il "format" dello spazio giovani della festa de L'Unità. Non so se ci riusciremo, anzi credo che le pecche organizzative saranno più di una, ma spero si crei un pò di entusiasmo. VENITECI A TROVARE!!!! Sabato alle 18 e 30 c'è il dibattito sulle politiche giovanili con Monnanni, Paris e Riitano... Chi non viene n'è niciuno!!!




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19 settembre 2007

Grilli parlanti #2

Si continua a parlare di Beppe Grillo.. Da parte mia credo sia l'ultima volta che lo farò, pubblicando una bella lettera aperta scritta dal segretario dei Ds di Ostia Antica Giovanni Zannola.

18 settembre 2007

Lettera aperta a Beppe Grillo

Caro Sig. Grillo,
le scrivo una breve lettera per renderla al corrente di ciò che penso in merito alla manifestazione così detta V-Day. Lo faccio con spirito amichevole,  poiché  la considero un ottimo comico dagli spunti geniali dei  quali ho spesso potuto apprezzare l' intuizione informativa durante  i suoi spettacoli dal vivo.
In un pub questa sera ho incontrato un vecchio amico che in via del tutto goliardica mi ha mandato a quel paese, perchè secondo lui siamo tutti uguali dalla base in poi  partecipi  corrotti nel sistema politico democratico italiano. Un v... preso da un amico, forte di quel sentimento avverso nei confronti della  politica. Sentimento che lei in questi giorni sta alimentando. Lo accetto volentieri, perchè so di non meritarlo. Sono perfettamente consapevole che fare di tutta un 'erba  un  fascio è puerile anzi superficiale.
L ' Italia è un paese dove l ' accrescere del qualunquismo  è  perfettamente in linea con la crescita dell'occupazione precaria, dato preccupante  vero ? Migliaia di giovani sono alienati  da spot pubblicitari , contornati e frastornati da una spirale  di paure ed angosce. Senza dubbio il compito degli opinion leader( come penso Lei sia) non è quello di lanciarli anche nel baratro  della sfiducia più completa nelle istituzioni democratiche.
Credo di sapere che la politica,oggi, non è il sogno materializzato in azione quotidiana. Lo leggo  sui giornali, nell'incapacità da parte di questo governo di compiere sino in fondo  i passi necessari per ricostruire una nuova stagione di speranza.
Conosco le angherie, i vizi e le sfaccettature vergognose di una certa politica, che insieme a tanti compagni di viaggio combattiamo ogni santo giorno tentando, a partire dal livello locale, di dare un senso alla democrazia.
Caro Grillo, sono convinto che mentre era a Bologna ha dimenticato di guardare il volto nobile della politica. Ben 4.000 persone lavoravano gratis per costruire un evento come la Festa De L'Unità dove lei ha potuto esporre le sue idee. Quel volto della politica spesso è messo da parte  , ma è il viso di uomo che non si arrende e non scredita se stesso sapendo di non essere perfetto. Quel volto della politica è lo stesso  che tanti ragazzi della mia età(23anni),  dirigenti di partito, hanno scelto come motore di passione e vitalità per costruire un 'alternativa alla “depressione” esistente.. Alternativa non semplice, si sa. Combattere spesso  contro una fetta della classe dirigente politica retrograda ,che pensa solo a se stessa ed alla sua conservazione, non è facile. Noi siamo dentro. Inseriti nella democrazia dei partiti, soggetti che lei vuole mandare a quel paese cacciando così anche chi della politica vuol fare lo strumento di miglioria della vita delle persone.
Caro Grillo, per quanto concerne il mio modesto pensiero sbaglia. Allontanare i cittadini dalla politica significa accrescere il potere dei gruppi conservatori, significa indebolire la sua missione principale donando all'economia lo scettro del potere.
Stiamo giocando una partita importante in questo paese, la sfida di un nuovo soggetto politico il Partito Democratico. Anche in questo non mancano allarmismi di decadenza e  spettri del passato, ma orgogliosi della forza del volto di cui prima le parlavo, in molti stiamo scendendo in campo per le primarie. Tenteremo seriamente di costruire una novità che possa esaudire anche le istanze che nelle varie piazze ha raccolto il V-Day. Il 14 Ottobre lanceremo un messaggio di fiducia nelle istituzioni democratiche. I partiti incarnano la democrazia è la rendono possibile, costruirne uno nuovo capace di superare il passato significa partecipare ad una nuova sfida per il presente ed il futuro.
Capisco che sarà molto semplice parlare di come potrà essere irrequieto e delinquenziale questo nuovo partito citando alcuni dei vecchi " marpioni" che lo costruiranno. Anche qui però la invito a guardare con ammirazione i ragazzi della Sinistra Giovanile di Seiano, i quali  hanno chiesto di scrivere sulla lista delle primarie i nomi delle cosche mafiose delle quali non gradiscono  il voto. Non lo hanno fatto da una piazza lontana, ma dalla porta accanto dei “ mafiosi”.

Questo dovrà essere  il nuovo Partito Democratico. Questo è il volto della politica che non  credo meriti un V-Day. Questa è la politica che Lei dovrebbe,a mio parere, mettere in risalto senza alimentare sgradevoli qualunquismi, senza fare di tutta un 'erba un fascio.
Scusi del disturbo
Con Stima
Giovanni Zannola
Segr. Democratici di Sinistra Ostia Antica






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12 settembre 2007

Grilli parlanti

Per un commento serio e pacato sul "Vaffa Day" vi rinvio all'ottimo blog di Gianni Cuperlo:
www.giannicuperlo.it




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In limine

Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.
 
Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell'eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l'ho pregato,- ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…

(Eugenio Montale, Ossi di Seppia)





                                     

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