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L'onda di Obama li travolgerà.

Obama non ha vinto, ha dilagato. E non parlo solo di percentuali, di grandi elettori e di stati inbilco: parlo della rivoluzione culturale, di una battaglia che ha affermato non solo un modo nuovo di fare politica, ma un modo nuovo di capire la società.
Contro tutti i profeti del cinismo, contro tutti coloro che lo dicevano lontano dala gente, che gli davano del fighetto. A tutti questi non ha risposto alla grande solo Obama, più di tutti lo ha fatto lo sconfitto Mc Cain, riconoscendone il valore eccezionale.

Il lavoro per il primo Presidente nero ovviamente comincia solo adesso, dovrà essere all'altezza delel aspettative: una politica estera di pace e non di guerra, attenzione ai diritti umani, protezione per i più deboli, difesa dell'ambiente.. ma la sua elezione ha già ottenuto dei risultati di per se.
Ha ffermato un nuovo modo di vivere la società e la politica, un modo nuovo di unire pragmatismo e radicalità, un sognare concreto. Ha restituito al popolo la fiducia nella politica e ha dimostrato che con l'impegno e l'attivismo le cose si cambiano davvero, anche volando alto.

Ora la politica, sì anche quella italiana, impari la lezione. Imparino tutti i "baroni" da questo 47enne di colore,  che 8 anni fa non era stato ammesso alla convention di partito e ora è il Presidente degli Stati Uniti, lo è diventato non con l'appoggio dei poteri forti, ma destando entusiasmo tra la gente.

Imparino i cinici, i provinciali, chi ancora crede che fare politica sia mettere insieme qualche gruppo di potere, qulache lobby. Chi crede che la politica si faccia con la demagogia, chi ragiona con schemi vecchi di decenni, chi non vuole il ricambio generazionale. Chi ha paura di cambiare, chi ha paura delle sfide.

Quanto è piccola questa vecchia politica nella nuova era di Obama. Quanto è piccolo Berlusconi, che dopo anni di "fraterna amicizia" con Bush ora cerca goffamente di passare per obamiano.
Non ho mai creduto alla fisiognomica applicata alla politica, ma davvero l'impressione è quella di un triste nanetto.

Pubblicato il 6/11/2008 alle 18.32 nella rubrica Diario.

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